| L’aciditą
del terreno perņ non ha risparmiato le ossa dei defunti che con l’andar dei
secoli sono stati polverizzati. I Greci hanno mostrato una maggiore affinitą
nella produzione degli oggetti destinati a questo uso con le credenze
divinatorie e pertanto le sue rappresentazioni sono dal punto di vista
creativo pił eterogenee. I Romani invece hanno dato alla scelta degli
oggetti una impronta pił concreta, utilizzando alla fine sempre la stessa
categoria di oggetti ( Balsamari – Unguentari – Pissidi ): ma in entrambi i
due periodi le accomuna la presenza delle monete, simbolo per il pagamento
del pedaggio per poter entrare nel mondo dei morti. A quel tempo il mare per
gli uomini non aveva confini, infatti si ipotizzava un punto dove sorgevano
le famose colonne d’Ercole, porta d’ingresso nel mondo dell’oltretomba. Ma i
sistemi per guidare le navi erano le stelle di notte e le coste di giorno.
Pertanto nella Tomba N°5 (di una Bambina Romana di circa 10 anni), compare
il Gallo sulla Prua della nave mercantile a pancia. Il Gallo era un animale
connesso alla mitologia del Dio Ermete, e lui aveva la facoltą di guidare la
nave per il trasporto dei defunti nell’aldilą. Quindi le monete servivano
per il pagamento del biglietto direttamente a Caronte, il traghettatore, e,
la nave una via per raggiungere le colonne d’Ercole ed entrare nel mondo dei
morti, dove chi le oltrepassava non faceva pił ritorno.
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Barchetta Fittile (Tomba n°5)
Tomba
n°47-metą III sec. a.C.
Balsamario a
Base Tripartita
Tomba n°37 fine III-II sec.
a.C.
Unguentari Fusiformi e
Saliera
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