Dicembre 2007

27/12/07
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CENTRALINE DI MONITORAGGIO,
LE INDUSTRIE RICORRONO AL TAR
Una
deliberazione del Consiglio comunale relativa alle problematiche
dell’inquinamento che impegnava Raffineria ed Edipower ad attuare alcune
iniziative finalizzate ad una maggiore trasparenza nella informazione ai
cittadini sulle emissioni, nonché a realizzare miglioramenti ambientali, è
diventata oggetto di un procedimento davanti al Tar di Catania.
Le due
industrie, con separati provvedimenti, hanno infatti presentato ricorso al
Tar per chiedere l’annullamento di quella delibera del consiglio comunale
per una serie di violazioni, eccesso di potere ed incompetenza.
Il Comune
resisterà nei due giudizi con l’assistenza degli avvocati Angelina Aveni
(per il ricorso Edipower) e Giuseppe Sterrantino (ricorso Raffineria).
Edipower, nel
ricorso firmato dall’amministratore delegato Giulio Del Ninno era stata
chiamata in causa dai consiglieri comunali affinchè provvedesse
all’installazione a proprie spese all’interno del territorio comunale delle
centraline di monitoraggio per il rilevamento di tutti gli inquinanti emessi
in atmosfera nelle 24 ore, trasmettendoli in tempo reale su pannelli
digitali installati all’interno del palazzo municipale per la verifica dei
relativi dati. Ed ancora che Edipower utilizzasse unicamente metano
provvedendo a dar corso alle varie fasi di ambientalizzazione di tutti gli
impianti per la produzione di enegia elettrica.
Nello stesso
provvedimento – delibera n. 83 del 18 luglio 2007 – si delibera la richiesta
di interventi anche per la Raffineria. In particolare il civico consesso
chiede alla Raffineria di dotarsi di un dissalatore allo scopo di porre fine
al continuo depauperamento delle falde acquifere, di installare pure delle
centraline, di provvedere alla sistemazione di idonea alberatura “atta a
rendere minore possibile l’impatto visivo della stessa in quanto lesivo
dell’immagine turistica della città di Milazzo” e soprattutto di investire
“i fondi necessari a garantire la massima sicurezza degli impianti,
l’abbattimento dei gas emessi in atmosfera e avviare una concreta azione
volta al risanamento ambientale del comprensorio”.
A distanza di
quasi quattro mesi da questo provvedimento, il doppio ricorso presentato dai
legali rappresentanti delle due industrie per l’annullamento della delibera
del consiglio comunale al Tar di Catania.
L’Ufficio stampa