Luglio 2008

25/08/08
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ARREDO URBANO, DIRETTIVA PER
I COMMERCIANTI
La
Giunta municipale ha approvato una direttiva che non solo disciplina la
concessione di spazi pubblici, ma fissa gli arredi da utilizzare in modo
omogeneo per un maggiore decoro urbano. Nello specifico si riconosce la
possibilità ai proprietari dei locali di ottenere, previa richiesta, uno
"spazio esterno", a condizione che le strutture e gli arredi rispettino le
norme di igiene, di sicurezza pubblica e non interferiscano con la viabilità
veicolare e con i flussi pedonali.
Specificato
anche l'arredo di queste strutture esterne. I tavoli e le sedie da collocare
nel centro storico dovranno essere realizzati solo in materiale naturale
(legno, vimini) con cuscini bianchi o avorio. Escluso l'uso di colori
accesi. Gli ombrelloni dovranno avere una struttura lignea in tinta unica
chiara. Non sarà ammessa la stampa di scritte, simboli e pubblicità sulla
tenda parasole. L'uso di fioriere sarà consentito solo a corredo di
"ingressi" o vetrine di esercizi commerciali ed il verde dovrà essere
conservato in buono stato di manutenzione. Nelle piazze storiche, sulla
carreggiata e lungo i percorsi porticati non è consentita la collocazione di
fioriere.
«Purtroppo –
ha spiegato il sindaco Italiano – la carenza di controlli negli anni
trascorsi ha determinato la possibilità di realizzare tutto ed il contrario
di tutto e in assenza di regole certe i risultati sono quelli di vedere
sgargianti sedie rosse in pieno centro cittadino e strade e marciapiedi
invasi da commercianti di ogni genere che si spingono ad esporre le strade
fino in strada. È chiaro che l'immagine della città viene compromessa, col
rischio di pagare anche conseguenze con la violazione delle prescrizioni
regionali. Poiché è invece intendimento di questa Amministrazione
incentivare il turismo e la fruibilità dei locali, anche attraverso il
rilascio di spazi pubblici agli esercenti, abbiamo varato questa direttiva
proprio per il rispetto delle regole e delle condizioni idonee al rispetto
del decoro urbano».
L’Ufficio stampa