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Luglio 2006

 

“Polis 2006” per tornare a parlare del cinema d’impegno

L’espressione "cinema d'impegno" oggi non è più di moda. Eppure sentiamo il rimpianto per gli anni '70 quando il cinema di Rosi, Petri, Taviani ("Padre padrone"), Bellocchio, portava il cinema italiano alle vette internazionali in un miscuglio di creatività e militanza. Oggi, fare cinema d'impegno è diventato sempre più difficile. Le fonti finanziarie per il cinema sono solo i fondi governativi, Rai, Mediaset. Tutt'e tre queste fonti esigono film "politicamente corretti". Chi potrebbe, oggi, permettersi di girare film come "La classe operaia va in paradiso" o "Todo modo"?

Eppure esistono, seppur sparuti, cineasti interessati a "questo" cinema. Milazzo da due anni si propone quale punto di incontro per tutti coloro, cineasti, produttori, sceneggiatori, critici, giornalisti, credono che un cinema come questo debba essere difeso in tutti i modi. 

Direttore artistico della manifestazione è il regista Aurelio Grimaldi.

Nelle prime due edizioni sono stati invitati alla manifestazione alcuni protagonisti di film capaci di centrare problematiche sociali e politiche peculiari, anche se con stili e linguaggi diversi: la mafia vista con gli occhi del sentimento in "Angela"; laicità e fede in "L'ora di religione"; il trasformismo politico"in "Il trasformista"; il degrado urbano nel Sud e il disagio giovanile di "Pater familias" e “Certi Bambini”, ma anche fenomeni sociali come la guerra in Bosnia attraverso il film di Anna Galiena e la storia del mostro di Rostock di David Greco, vincitore dell’edizione 2004 del Festival. La prima edizione è stata vinta invece dal regista Francesco Paterno.

“In questa terza edizione puntiamo a fare il salto di qualità – ha affermato  il direttore artistico Aurelio Grimaldi – anche grazie al decisivo intervento del sindaco Lorenzo Italiano – e in tal senso ci proponiamo in questi quattro giorni di affrontare una rassegna tematica su argomenti politicamente forti e pregnanti; di promuovere dibattiti aperti a cineasti, autori, attori, critici, che credono nel cinema dell’impegno per ragionare del ‘nostro’ cinema trasformando Milazzo e la Sicilia in una sorta di Stati Generali del cinema d’impegno”.  

Confermata la formula del Festival che prevede il coinvolgimento del pubblico e dei giovani in particolare, che nel corso delle varie giornate della kermesse assisteranno alla proiezione dei film in gara e poi parteciperanno al dibattito con il protagonista.

                                                                  L’Ufficio Stampa

 

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