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Settembre 2008


 

16/09/08 - IL SINDACO ITALIANO INCONTRA I GIORNALISTI SULLA VARIANTE AL PRG  E SULLA LOCALIZZAZIONE DELLE AREE PER L’EDILIZIA POPOLARE

 

Il sindaco Lorenzo Italiano ha incontrato questa mattina i giornalisti nell’annunciata conferenza stampa.

 

Tre le questioni affrontate: la localizzazione delle aree per l’edilizia popolare, la Variante al Prg e il mercato settimanale (del quale riportiamo più in dettaglio nel comunicato che segue).

All’incontro, tenutosi nell’aula consiliare sono intervenuti anche gli assessori ed i capigruppo consiliari, il dirigente del settore Lavori Pubblici, Francesco Clemente, responsabile del gruppo di piano impegnato nella redazione della Variante al Prg ed il dottor Alfio Insolera, responsabile dell’ufficio sviluppo economico ed attività produttive.

 

Il primo punto affrontato da Italiano è stato proprio la localizzazione delle aree per l’edilizia popolare, oggetto di una recente diffida da parte dei consiglieri comunali del gruppo Misto, Francesco Pino e Giuseppe Codraro, sia al sindaco, sia all’ing. Clemente, sia al commissario nominato dalla Regione, a non localizzare le aree.

 

“Su questa vicenda – ha detto il sindaco – tanta confusione, disinformazione, strumentalizzazione. Nei giornali si è parlato di edilizia residenziale. Un falso assoluto visto che parliamo di aree di edilizia popolare, cioè di area da mettere a disposizione della gente che vuole poter avere una casa e chiede al politico di attivarsi. Il nostro Piano di edilizia popolare è scaduto dal 1998. Da allora nulla è stato fatto. Ecco quindi che questa Amministrazione, quale atto di indirizzo politico, ha deciso di muoversi e quando c’è stata la possibilità di individuare delle aree, abbiamo invitato il progettista della Variante a trovare delle aree all’interno della cinta urbana, in zone già urbanizzate e dotate di servizi per evitare il ripetersi di quanto accaduto a Fiumarella. Da qui la decisione di modificare l’iniziale scelta di via Sardegna che avrebbe significato ghettizzazione di coloro che sarebbero andati a vivere e che anche come aree era insufficiente. Ecco quindi la scelta di Ciantro e di Ponente, sulla bretella dell’asse viario. Aree individuate dal dirigente i primi di maggio, dopo che il 24 aprile il dirigente del 7° Dipartimento, architetto Famà aveva trasmesso la richiesta allo stesso Clemente. Attenzione ai tempi – ha aggiunto Italiano -. I primi giorni di luglio gli uffici trasmettono alla presidenza del consiglio il fascicolo per l’iscrizione all’ordine del giorno, dopo il parere della competente commissione. Dal 15 luglio il presidente pro tempore del Consiglio era il consigliere Codraro, ossia colui che ha firmato la diffida. Mi chiedo come possa lamentare il ritardo del consiglio, se lui quale presidente aveva tutti i poteri per portare in aula il provvedimento e sottoporlo al giudizio dei consiglieri. Stesso discorso per le commissioni che hanno due settimane di tempo per esitare la proposta, diversamente torna dal presidente e la iscrive ugualmente all’ordine del giorno dei lavori. Le “carte” sono a disposizione di tutti. E chi scrive dovrebbe acquisirle. Non limitarsi ad ascoltare una sola parte. In tutti i casi mettere a disposizione quelle aree è una risposta che si dà ad un interesse pubblico”.

 

Il sindaco è passato quindi alla questione della Variante al Prg. “Anche qui si è detto, si è scritto e si continua a scrivere tutto, accusando l’Amministrazione di tener nascosta la bozza. Nessuno però informa i cittadini che quello schema di massima approvato dal commissario della Regione nell’agosto del 2004 prevedeva innanzitutto un sovradimensionamento della città sino addirittura a 78 mila abitanti, la costruzione di ben un milione e 400 mila metri cubi di edificabilità a Capo Milazzo, ossia in zona vincolata (nessuno degli ambientalisti è mai intervenuto al riguardo) e soprattutto non conteneva alcuni strumenti indispensabili nell’adottare una variante urbanistica. Mi riferisco al Piano Commerciale, al Rir (Piano rischi di incidenti rilevanti), al Sic di Capo Milazzo e al ViaVas, previsto da una normativa europea del 2004. Cosa dunque dovevamo portare in aula? Il dirigente Clemente assieme al gruppo di Piano (arch. Famà prima e poi ing. La Malfa ed arch. Otera) è stato costretto dunque a ripartire da zero, ad operare le opportune verifiche su aree che nel frattempo avevano subito trasformazioni, ed oggi siamo quasi pronti per sottoporlo al vaglio dei consiglieri comunali. Nessuna ombra, nessuno scheletro nell’armaio e sono pronto a confrontarmi con tutti in aula consiliare e fuori dall’aula consiliare”.

 

L’Ufficio stampa

 

 

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