Dicembre 2008

11/12/08 -
Domani alle 17 l’inaugurazione di
PALAZZO D’AMICO
Domani
– venerdi 12 dicembre – alle 17 si svolgerà la cerimonia di inaugurazione di
Palazzo D’Amico. Nel corso della cerimonia, alla quale parteciperanno le
principali autorità cittadine, associazioni, circoli culturali, sarà
presentato il nuovo volume sulla città di Milazzo dal titolo “Milazzo – il
porto e l’arte”, curato da Franco Chillemi e realizzato dal Comune di
Milazzo in compartecipazione con l’Autorità portuale.
Sarà presente l’autore.
“Tutto
è pronto – ha detto il sindaco Lorenzo Italiano – e domani consegneremo
questo prezioso bene ai nostri cittadini come avevo promesso quando mi sono
insediato. Effettivamente nonostante gli annunci erano tanti i problemi
esistenti a Palazzo D’Amico, primo tra tutti quello economico. Non si
riusciva a quantificare i costi e soprattutto le esigenze di restauro. Ho
chiesto all’arch. Giardina, autore del progetto di ristrutturazione, un
dettagliato monitoraggio dello stato delle opere e ci siamo attivati per
fronteggiare tutte le necessità.
Oggi siamo arrivati al traguardo e Milazzo potrà
avere il suo Palazzo della cultura, dove si svolgeranno incontri e
manifestazioni di valenza culturale, ma soprattutto avrà sede la biblioteca
comunale. Una biblioteca che oltre ad ospitare il prezioso fondo antico,
catalogato sotto le direttive della Soprintendenza dei beni culturali, avrà
anche una dotazione di volumi moderni a disposizione dei giovani. E mi
auguro che la biblioteca possa essere un riferimento per lo sviluppo di
attività culturali, dibattiti e momenti di aggregazione».
Palazzo
D’Amico, ubicato in Marina Garibaldi,a pochi metri dalla chiesa di Santa
Maria Maggiore, alle porte del borgo marinaro di Vaccarella, è una delle
poche testimonianze settecentesche del centro storico cittadino. Sottoposto
a vincolo nel 1975 è stato acquistato dal Comune alla fine degli anni ’80
con i contributi previsti dalla legge 80/77 e nell'89 ha ricevuto la
destinazione d'uso di Centro culturale polifunzionale al servizio della
città, come sede di struttura archivio-bibliografica, di mostre artistiche,
di raccolte civiche e di iniziative di promozione culturale ed educazione
permanente.
Il palazzo, residenza di una delle maggiori
famiglie nobili milazzesi, faceva parte nel Settecento insieme con i palazzi
Ventimiglia, Carrozza e Ryolo delle più rappresentative dimore gentilizie.
Originariamente l'immobile era a due elevazioni. All'inizio del XVIII secolo
fu sopraelevato e ridefinito nel partito decorativo esterno sul lungomare
Garibaldi per dare maggiori qualità estetiche. Presenta grandi ambienti al
piano terra, originariamente usati per i cavalli e le carrozze e per
l'alloggio agli stallieri o cocchieri, un “piano nobile”, di rappresentanza
con vani affrescati e con pavimenti in parte originali in ceramica smaltata
ed una seconda elevazione forse utilizzata per zona notte, per la prole e
per la servitù.
L'intervento di restauro è stato finalizzato al
recupero dell'edificio che – nell’iniziale relazione dell’arch. Giardina –
viene descritto «in pessimo stato di conservazione, sia nelle strutture che
nelle finiture. Gli interventi, di tipo reversibile, hanno portato ad un
miglioramento della resistenza globale dell'edificio in caso di eventi
sismici attraverso il rafforzamento dei singoli elementi strutturali. I
solai sono stati rafforzati con l'inserimento di profilati metallici, mentre
le coperture completamente revisionate nelle loro strutture lignee portanti.
I controsoffitti soprattutto quelli affrescati
del piano nobile sono stati protetti e recuperati sotto il profilo estetico.
E’ stato realizzato un nuovo impianto di illuminazione, mentre per quanto
concerne l'accessibilità si è pensato di inserire un ascensore con cabina
trasparente, nel vano chiostrina per dare all'utilizzatore la sensazione di
salire un uno spazio a luce naturale. Rispettato, così come del resto nelle
previsioni progettuali, l'uso storico del Palazzo: salone espositivo al
piano terra, di rappresentanza al primo piano e residenziale adibito a
biblioteca e sala lettura al secondo.
L’Ufficio
Stampa