Gennaio 2008

11/01/08
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Tagli all’ospedale, occupazione del consiglio comunale e presa di posizione
del gruppo dell’Mpa
Il consiglio
comunale, riunitosi per dibattere sui tagli all’ospedale di Milazzo non ha
portato a conclusione l’argomento per la mancanza della deputazione
regionale e nazionale. Per protestare contro tale “mancanza di sensibilità”
diversi consiglieri hanno operato una pacifica occupazione dell’aula
consiliare sino a pochi minuti dopo la mezzanotte. La protesta comunque
resta in piedi.
Sulla questione registriamo una
presa di posizione dei consiglieri del gruppo Mpa
(D’Amore, Trio, Munafò e Di Natale) che di seguito riportiamo
integralmente:
Il
gruppo dei consiglieri comunali dell’MPA di Milazzo riunitosi per esaminare
il piano di rimodulazione della rete ospedaliera provinciale, redatto dai
vertici della AUSL 5 nell’ambito delle direttive contenute nel “Piano di
contenimento e di riqualificazione del S.S.R. 2007/2009” altrimenti
conosciuto come “Piano di Rientro” dal deficit accumulato nel bilancio della
Sanità della nostra Regione;
PRESO ATTO
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che l’Ospedale di Milazzo svolge
un ruolo insostituibile nell’assicurare l’emergenza-urgenza per un bacino
d’utenza di circa 80.000 abitanti, dato che deve intendersi raddoppiato
durante il periodo estivo;
-
che l’Ospedale di Milazzo insiste
su un’area industriale ad alto “rischio ambientale” e di “infortunistica sul
lavoro”;
-
che la sinergia con l’Ospedale di
Lipari, a garanzia delle emergenze sanitarie delle isole Eolie, è ormai
consolidata con la presenza della pista di elisoccorso, per quanto questa,
purtroppo, non sia agibile durante le ore notturne;
-
che l’Ospedale di Milazzo è stato
l’unico ospedale dell’intera provincia, compreso il capoluogo, che non ha
subito da parte dell’Assessorato Regionale alcun taglio formale di “posti
letto” che infatti risultavano 154 nel decreto 810/03 e tali sono stati
confermati nel P.d.R. (Piano di Rientro). In tal senso va rilevato tuttavia
che, in atto e nella sostanza, ne risultano attivi soltanto 121;
-
che in base ai parametri nazionali
previsti dalla legge (3,5 p.l. /1000 ab.) si rileva indiscutibilmente una
ingiusta ripartizione dei posti letto che penalizza il territorio di Milazzo
e Barcellona: solo 300 p.l. a fronte dei 700 dovuti mentre la città di
Messina a fronte degli 875 previsti arriva a registrare ben 2.300 p.l..
-
che il trasferimento delle UU.OO.
(Unità Operative) di Ostetricia e Neurologia appare immotivato in quanto
l’Ostetricia presenta indici di attività molto elevati ed equivalenti, se
non superiori, a quelli dell’Ostetricia del presidio di Barcellona
nonostante il nostro ospedale sia stato privato della Neonatologia e
Pediatria che non può fare ricoveri se non in regime di day-hospital; nel
contempo va rilevato come la “Neurologia”, come è notorio, necessita della
presenza nello stesso presidio della RMN (Risonanza Magnetica) e della
Rianimazione, di cui invece è sprovvisto l’Ospedale di Barcellona.
In
considerazione di quanto sopra detto il Gruppo Consiliare dell’M.P.A. di
Milazzo
PROTESTA
per lo stato di abbandono in cui versa questo territorio a causa di una
classe politica assente dai veri problemi della gente. Una popolazione che
soffre quotidianamente i disservizi generati da una politica che
contribuisce con la propria vergognosa inadeguatezza a scelte insensate,
superficiali o incompetenti;
RILEVA
l’atteggiamento “dimesso” e “palesemente inadeguato” dell’amministrazione di
Milazzo ancora una volta non all’altezza di contrastare decisioni
penalizzanti per i propri cittadini accettando supinamente tutto quanto ci
venga “calato dall’alto”;
AUSPICA
che il Direttore Generale dell’AUSL 5 riveda il piano di rimodulazione della
rete ospedaliera reinserendo le UU.OO. di Ostetricia e Neurologia nella
dotazione dei servizi dell’Ospedale di Milazzo e nel contempo;
INVITA
lo
stesso Direttore Generale ad attivarsi, non appena i vincoli imposti dal
cosiddetto PdR (Piano di Rientro) lo permettano, ad aumentare la ricettività
dell’ospedale mamertino incrementando immediatamente i posti letto dagli
attuali 121 ai 154 previsti nel decreto 810/03 per poi iniziare tutte le
procedure per dotare il nostro ospedale di quei reparti, ad esempio
Chirurgia Toracica, Centro Ustioni e Oncologia (quest’ultima già promessa
circa un anno fa nell’informativa del 11/05/06), indispensabili per
garantire un’adeguata risposta alla domanda di salute dei cittadini del
nostro hinterland.”
L’Ufficio stampa