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Dicembre 2008


 

 

06/12/08 - Deliberazione Corte dei Conti Il sindaco: “Gestione corretta e trasparente” Paghiamo le carenze delle vecchie Amministrazioni

In riferimento alla deliberazione della Corte dei Conti e all’intervento dell’Mpa, il sindaco Lorenzo Italiano ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Capisco che pur di cercare la visibilità a tutti i costi si dichiara l’impossibile, ma mettere sotto accusa questa Amministrazione sotto il profilo gestionale credo sia un eccesso di bugie e si voglia di proposito dimenticare quello che, un politico attento, dovrebbe sapere”.

Il sindaco Lorenzo Italiano replica a quanto contenuto nella nota dell’Mpa,  a proposito dell’intervento della Corte dei Conti.

Innanzitutto voglio precisare che la deliberazione della Corte dei Conti di Palermo – afferma Italiano – è solo una “raccomandazione” e non una diffida, e le puntualizzazioni emerse e peraltro contro dedotte dall’Amministrazione, scaturiscono da una situazione che si trascina da tempo e che noi con sacrifici in questi tre anni abbiamo cercato di risollevare. Rilievi che riguardano Debiti e Personale e non sicuramente la gestione amministrativa.

Iniziamo dal ricorso all’anticipazione bancaria. Sin dal mio insediamento le casse del Comune non detenevano alcuna liquidità come ufficialmente può rilevarsi dal verbale della verifica di cassa straordinaria redatto il 26 maggio 2005. Infatti il Comune di Milazzo risultava debitore nei confronti del proprio tesoriere di ben 5 milioni e 514 mila euro. Che si facesse ricorso all’indebitamento è un fenomeno che ha avuto inizio nell’esercizio 2001.

Le cause che hanno determinato tale fenomeno strutturale sono da ricercare principalmente nell’atteggiamento delle passate Amministrazioni che incuranti della carenza di liquidità (2001-2004), non hanno mai ritenuto di affrontare il problema, evitando di analizzare i residui attivi e passivi e quindi effettuare il riaccertamento degli stessi nei rispettivi rendiconti di gestione. Tant’è che quei bilanci a partite dal lontano 1998 risultavano fino al 2004 non veritieri sotto il profilo dei residui attivi e passivi. L’affidamento dato ad una società privata (Ausonia) del servizio di accertamento dei tributi ha prodotto solo aspettative. E, cosa grave, queste aspettative sono state inserite nei bilanci successivi come attivi, permettendo dunque un’azione di spesa quotidiana. Per dirla con parole semplice si spendevano soldi che erano solo sulla carta e non si sarebbero mai incassati. E faccio un esempio: la Raffineria di Milazzo secondo l’accertamento del 1999 avrebbe dovuto versare 5 miliardi di vecchie lire al Comune. Alla fine il contenzioso si è chiuso con un introito per il Comune di circa 200 mila euro. La differenza però risulta spesa ed ecco come nasce un debito fuori bilancio. Dal 2001 al 2004 sono stati deliberati avanzi di amministrazione regolarmente applicati per garantire gli equilibri di bilancio per un totale di 8 milioni di euro. Detta spirale è stata interrotta da questa Amministrazione che nel rendiconto del 2004 ha evidenziato residui attivi di dubbia esigibilità pari a ben 5 milioni e 200 mila euro, facendo rilevare che i risultati di gestione 2001-2004 erano quanto meno poco attendibili. E così il rendiconto di gestione 2004, per la prima volta ha evidenziato un risultato di amministrazione negativo (“disavanzo”) pari a 4 milioni e 862 mila euro. Fatti dei quali sono state messe al corrente sia la Corte dei Conti sia la Procura della Repubblica.

Nel mentre – prosegue il sindaco – l’Amministrazione da me presieduta non solo ha ripianato nel corso della propria gestione il disavanzo di amministrazione ma ha fatto registrare nell’ultimo rendiconto approvato nel 2007 un avanzo di amministrazione pari a 27 mila euro. Ma c’è di più. Questa Amministrazione ha sempre operato nel rispetto dei vincoli imposti dal legislatore. Basti pensare che nell’esercizio 2004 il Comune di Milazzo non aveva rispettato il patto di stabilità interna, mentre dal 2005 in poi il nostro Ente è stato annoverato tra gli enti che non hanno sforato il patto di stabilità interno, evitando così le sanzioni previste dalla legge”.

 Il sindaco poi si sofferma sui debiti fuori bilancio, oggetto del rilievo della Corte dei Conti. “La presenza dei debiti fuori bilancio ha condizionato la gestione di questa Amministrazione visto che sino ad oggi abbiamo pagato ben 12 milioni di euro di pregresso.

Quanto alle entrate, in ottemperanza alla raccomandazione della Corte dei Conti gli uffici si sono attivati per gli accertamenti e la riscossione di quanto dovuto. Tutto ciò a differenza del passato quando nonostante progetti ad hoc, nulla era stato portato a compimento. E le cifre parlano chiaro visto che questa Amministrazione ha incrementato le entrate rispetto al 2004 di ben 6 milioni e 800 mila euro. Tale incremento attestato in sede di approvazione del rendiconto 2007 ha consentito questo Ente di ottenere, da parte della Regione, la premialità per i risultati conseguiti”.

 Da ultimo Italiano si sofferma sul Personale comunale. “Obiettivamente non comprendo il riferimento visto che il costo del personale è stato costantemente monitorato e tutti gli impegni assunti rientrano nei limiti imposti dalla legge. A meno che – e qui mi sia consentita una riflessione politica – forse l’Mpa o comunque alcuni suoi componenti, sono contrari al rinnovo dei contratti al personale precario che invece il sottoscritto e l’Amministrazione ha valorizzato sin dall’insediamento, continua a difendere e intende valorizzare sempre di più la loro professionalità. Invocare il dissesto o chiedere la riduzione del Personale, significa mettere oltre 200 famiglie sulla strada. E’ una scelta, lo capisco. Io difendo i precari, se altri, vogliono, per speculazione politica, seguire altre strade, lo facciano. Ovviamente dovranno anche assumersi le loro responsabilità”.

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